FORUM CODACONS PIEMONTE

Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori

 

 

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Ritorna la mediazione obbligatoria

Un nuovo spazio dedicato ai consumatori nel quale verranno pubblicati, a cura del Codacons Piemonte, articoli su tematiche consumeristiche allo scopo di informare i cittadini, consumatori ed utenti, su quelli che sono i propri diritti e le azioni per farli valere.

Ritorna la mediazione obbligatoria

Messaggioda cerbero » gio 5 dic 2013, 13:28

Ritorna la mediazione obbligatoria




- Ne avevamo già parlato in un nostro articolo di circa un anno fa ad alcuni giorni dalla pronuncia della Corte Costituzionale che aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010 n.28 nella parte in cui aveva previsto il carattere obbligatorio della mediazione.

Torniamo oggi sull’argomento visto il recente intervento del legislatore (decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, c.d. decreto del fare, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98) che reintroduce, per molte materie, in via sperimentale per 4 anni, la mediazione obbligatoria.

L’obbligatorietà della mediazione civile e commerciale torna quindi ad essere condizione di procedibilità in relazione a numerose controversie: le stesse del D.lgs. 28/2010, fatta eccezione per quelle relative alla responsabilità per danno da circolazione stradale che sono state escluse dalle nuove norme e per le cause relative alla responsabilità sanitaria che fanno invece il loro ingresso.

Prima di passare ad illustrare le modifiche apportate dalle norme sopra citate, in vigore dal 20 settembre 2013, e quindi la nuova disciplina, ricordiamo brevemente in cosa consista la mediazione:

- la mediazione è un metodo di risoluzione delle controversie che si definisce "alternativo" al rito processuale ordinario perché offre l'opportunità di dirimere una disputa insorta tra due o più soggetti, in via "amichevole" ossia avvalendosi dell'assistenza di un mediatore professionista che, in quanto indipendente ed imparziale, potrà meglio aiutarli a trovare un accordo di reciproca soddisfazione;
- la partecipazione all'incontro di mediazione e la sottoscrizione dell'accordo cui le parti dovessero addivenire con l'aiuto del mediatore, dipendono dalla volontà delle stesse parti che mantengono pertanto, la propria libertà ed autonomia nel decidere le sorti della procedura; la decisione di avviare una procedura di mediazione offre notevoli ed indiscussi vantaggi, essa è infatti più economica e garantisce maggiore celerità rispetto al ricorso giurisdizionale;
- l'accordo di mediazione ha lo stesso valore di un contratto ed è quindi efficace e vincolante tra le parti che lo sottoscrivono; nel caso, invece, di mancato accordo esse mantengono la possibilità di ricorrere al giudice ordinario visto che la mediazione rappresenta un tentativo di soluzione autonoma basato sul dialogo e la cooperazione tra le parti e non esclude o sostituisce il sistema giudiziario;
- il decreto legislativo 4 marzo 2010, n.28 sulla mediazione in materia civile e commerciale regola il procedimento di composizione stragiudiziale delle controversie vertenti su diritti disponibili ad opera delle parti, attuando, al contempo, la direttiva dell’Unione europea n. 52 del 2008.



Le novità del decreto del fare

Qui di seguito in sintesi le nuove norme introdotte in materia di mediazione dal decreto del fare:

- previsione di un criterio di competenza territoriale per la presentazione della domanda;
- prosecuzione della procedura soltanto previo consenso delle parti raccolto in un incontro preliminare di programmazione;
- soltanto lo svolgimento dell'incontro preliminare di programmazione è condizione di procedibilità (per le materie indicate) e deve svolgersi entro 30 giorni dal deposito dell'istanza a costi massimi contenuti;
- gratuità del primo incontro di programmazione in caso di mancato accordo;
- esclusione della responsabilità per danno da circolazione stradale dalle materie per cui è prevista la mediazione obbligatoria ed introduzione delle controversie in tema di risarcimento del danno derivante da responsabilità sanitaria;
- facoltà del giudice di ordinare alle parti di procedere alla mediazione;
- durata massima dell'intera procedura ridotta a 3 mesi;
- avvocati mediatori di diritto;
- gli avvocati assistono le parti durante l’intera procedura di mediazione;
- nuova disciplina in tema di efficacia esecutiva dell’accordo di mediazione.

La disciplina della mediazione risultante dopo le modifiche sopra elencate.


Tipi di mediazione


Due i tipi di mediazione:

- facoltativa, cioè scelta dalle parti;
- obbligatoria (ex lege o per ordine del giudice), quando per poter procedere davanti al giudice, le parti debbono aver tentato senza successo la mediazione.

Mediazione preventiva obbligatoria

La mediazione è condizione di procedibilità per l’avvio del processo in materia di:

• condominio
• diritti reali
• divisione
• successioni ereditarie
• patti di famiglia
• locazione
• comodato
• affitto di aziende
• risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità
• contratti assicurativi, bancari e finanziari

La parte che intende agire in giudizio in queste materie, ha l’onere di tentare la mediazione, con l’assistenza di un avvocato, che deve, chiaramente e per iscritto, informare il proprio assistito, sia della possibilità di procedere alla mediazione e delle relative agevolazioni fiscali che dei casi in cui il procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Mediazione delegata dal giudice

Il giudice, instaurato il processo (sia in primo grado sia in sede di giudizio d’appello), può, in base allo stato del processo, alla natura della causa e al comportamento delle parti, così da non favorire dilazioni, disporre l’esperimento del procedimento di mediazione che diventa quindi condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Procedimento di mediazione

- La mediazione si introduce con semplice domanda all’organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia, contenente l’indicazione dell’organismo investito, delle parti, dell’oggetto della pretesa e delle relative ragioni.
- Presentata la domanda, è designato un mediatore ed è fissato un primo incontro di programmazione, in cui questi verifica con le parti la possibilità di proseguire il tentativo di mediazione (non oltre trenta giorni dal deposito della domanda).
- La domanda e la data dell’incontro sono comunicate all’altra parte, anche a cura dell’istante.
- Le parti devono partecipare alla procedura di mediazione, già dal primo incontro, con l’assistenza di un avvocato.
- Per la mediazione obbligatoria, il mancato accordo in sede di primo incontro di programmazione vale come tentativo di mediazione esperito ai fini della procedibilità dell’azione giudiziale.
- Quando il primo incontro di programmazione tra le parti e il mediatore si conclude con un mancato accordo, non è dovuto alcun compenso per l’organismo di mediazione (fatta eccezione per i costi di avvio – attualmente è dovuto da ciascuna parte l’importo di € 40,00 oltre IVA).
- Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.
- Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, il giudice condanna la parte costituita, che non partecipa al procedimento senza giustificato motivo, al pagamento di una somma pari al contributo unificato.

Durata della mediazione

Il procedimento di mediazione ha una durata massima stabilita dalla legge di tre mesi, trascorsi i quali il processo può iniziare o proseguire.


Il mediatore


Il mediatore è la persona fisica che, individualmente o collegialmente, svolge la mediazione, rimanendo priva, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del procedimento di mediazione. Quest’ultimo potrà svolgersi, su istanza dell’interessato, presso appositi organismi, iscritti nel registro istituito con decreto del Ministro della giustizia.
Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori.

Conciliazione

- Il mediatore cerca un accordo amichevole di definizione della controversia.
- Quando la conciliazione riesce, il mediatore redige processo verbale, sottoscritto dalle parti e dallo stesso mediatore, al quale è allegato il testo dell’accordo.
- Quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione così come fa, in qualunque momento del procedimento, su concorde richiesta delle parti.

Efficacia esecutiva della mediazione

- Se tutte le parti sono assistite da un avvocato, il verbale di accordo, sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati, costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, oltre che per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.
- Negli altri casi l’accordo allegato al verbale, su istanza di parte, è omologato dal tribunale, e costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica, oltre che per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Spese processuali

- All’esito del processo civile, se il provvedimento del giudice corrisponde interamente al contenuto della proposta conciliativa, il giudice esclude la ripetizione delle spese della parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, relativamente al periodo successivo alla stessa, e la condanna al pagamento delle spese processuali della parte soccombente riferite al medesimo periodo, nonché al pagamento del contributo unificato e al pagamento dell’indennità spettante al mediatore (e all’esperto, se nominato).
- Quando il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, può nondimeno escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l'indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto.

Agevolazioni fiscali

Gli atti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura; il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino alla concorrenza del valore di 50.000 euro.
In caso di successo della mediazione, le parti avranno diritto a un credito d’imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all’organismo di mediazione; in caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà.


Gratuità della mediazione

Quando è condizione di procedibilità ex lege della domanda giudiziale e quando è disposta dal giudice, la mediazione è gratuita per i soggetti meno abbienti che avrebbero beneficiato del gratuito patrocinio nel giudizio in tribunale.

In conclusione, dall’esame delle nuove norme che non si limitano soltanto a riproporre, in determinate materie, la mediazione obbligatoria ma introducono anche altre importanti novità, emerge chiaramente l’intento del legislatore di dare nuovo impulso ad un istituto che ben può assolvere al compito auspicato di deflazionare i giudizi civili così da alleviare il carico dei giudici e ricondurre a tempi ragionevoli la durata dei processi in Italia.



A cura di Codacons Piemonte ONLUS
Avv. Paolo Serra
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