FORUM CODACONS PIEMONTE

Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori

 

 

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assicurazione immobile mutuo

Tassi di interesse, TAEG, TAN, Mutui ipotecari e fondiari, Soglia anti-usura, Rapporti di esclusiva. -
Discussioni in generale sulla tutela del risparmio ‘tradito’ e sulle regole di comportamento degli intermediari finanziari (Banche, SIM, SICAV, SGR ecc.).

assicurazione immobile mutuo

Messaggioda erik » mer 29 apr 2009, 9:50

Buon giorno ho da richiedervi un'informazione a nome e per conto di mei clienti.
Queste persone nel corso della scorso anno hanno rinegoziato il mutuo a tasso variabile con uno nuovo a tasso fisso con la barclays. Non hanno fatto una surroga ma una rinegoziazione per poter avere il doppio beneficio di passare a tasso fisso e di avere dei soldini in più per ristrutturare casa. Alla stipula del primo contratto di mutuo nel 2005 avevano versato alla banca un premio unico per una polizza scoppio incendio con la vittoraria ass. (compagnia convenzionata con la banca) ora si trovano nella condizione che avendo dovuto pagare un'altra volta il premio per il nuovo mutuo mi hanno interessato se potevano avere il rimborso parziale di quella precedente. Ho chiamato la vittoria e mi hanno detto che ciò non era previsto dalla convenzione con la banca. Io non demordo.... è una partita persa in partenza ho c'è la possibilità di avvalersi di qualche legge (vedi decreto bersani?)?
Cordiali saluti
erik
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Re: assicurazione immobile mutuo

Messaggioda maigret » lun 11 mag 2009, 16:23

Gentile consumatore,
in merito a quanto da Lei segnalato, sarebbe intanto stato utile indicare la tipologia di mutuo (acquisto prima casa o meno).
In generale le possibilità di rinegoziazione offerte dalla normativa in vigore sono due:
A) la cd. rinegoziazione Tremonti prevista dall'art. 3 del d.l. 27.5.2008 n° 93 (convertito con legge n° 126 del 24.7.08) ma solo per i mutui prima casa
""Art. 3.
Rinegoziazione mutui per la prima casa
1. Il Ministero dell'economia e delle finanze e l'Associazione bancaria italiana definiscono con apposita convenzione, da stipulare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, aperta all'adesione delle banche e degli intermediari finanziari ai sensi dell'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, le modalita' ed i criteri di rinegoziazione, anche in deroga, laddove fosse applicabile, a quanto stabilito ai sensi dell'articolo 120, comma 2, del citato decreto legislativo n. 385 del 1993, dei mutui a tasso variabile stipulati per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell'abitazione principale anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Al fine di favorire una maggiore concorrenza nel mercato a vantaggio dei mutuatari, nella convenzione e' espressamente prevista la possibilita' che le singole banche aderenti adottino, dandone puntuale informazione ai clienti, eventuali condizioni migliorative rispetto a quanto previsto ai commi 2 e seguenti del presente articolo, ferma restando l'opzione di portabilita' del mutuo, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e successive modificazioni.
2. La rinegoziazione assicura la riduzione dell'importo delle rate del mutuo ad un ammontare pari a quello della rata che si ottiene applicando all'importo originario del mutuo il tasso di interesse come risultante dalla media aritmetica dei tassi applicati ai sensi del contratto nell'anno 2006. L'importo della rata cosi' calcolato rimane fisso per tutta la durata del mutuo.
3. La differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall'atto di rinegoziazione e' addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso che si ottiene in base all'IRS a dieci anni, alla data di rinegoziazione, maggiorabile fino ad un massimo di uno spread dello 0,50 annuo.
4. Nel caso in cui, successivamente alla rinegoziazione effettuata, la differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall'atto di rinegoziazione generi saldi a favore del mutuatario, tale differenza e' imputata a credito del mutuatario sul conto di finanziamento accessorio. Qualora il debito del conto accessorio risulti interamente rimborsato l'ammortamento del mutuo ha luogo secondo la rata variabile originariamente prevista.
5. L'eventuale debito risultante dal conto accessorio, alla data di originaria scadenza del mutuo, e' rimborsato dal cliente sulla base di rate costanti il cui importo e' uguale all'ammontare della rata risultante dalla rinegoziazione e l'ammortamento e' calcolato sulla base dello stesso tasso a cui e' regolato il conto accessorio purche' piu' favorevole al cliente.
6. Le garanzie gia' iscritte a fronte del mutuo oggetto di rinegoziazione continuano ad assistere, secondo le modalita' convenute, il rimborso del debito che risulti alla data di scadenza di detto mutuo senza il compimento di alcuna formalita', anche ipotecaria, fermo restando quanto previsto all'articolo 39, comma 5, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. La presente disposizione si applica altresi' nel caso in cui, per effetto della rinegoziazione, il titolare del conto di finanziamento accessorio sia soggetto diverso dal cessionario del mutuo nell'ambito di un'operazione di cartolarizzazione con cessione di crediti. In tal caso la surroga nelle garanzie opera di diritto, senza il compimento di alcuna formalita', anche ipotecaria, ma ha effetto solo a seguito dell'integrale soddisfacimento del credito vantato dal cessionario del mutuo oggetto dell'operazione di cartolarizzazione.
7. Le banche e gli intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del decreto legislativo n. 385 del 1993 che aderiscono alla convenzione di cui al comma 1 formulano ai clienti interessati, secondo le modalita' definite nella stessa convenzione, la proposta di rinegoziazione entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. L'accettazione della proposta e' comunicata dal mutuatario alla banca o all'intermediario finanziario entro tre mesi dalla comunicazione della proposta stessa. La rinegoziazione del mutuo esplica i suoi effetti a decorrere dalla prima rata in scadenza successivamente al 1° gennaio 2009.
8. Le operazioni di rinegoziazione dei mutui sono esenti da imposte e tasse di alcun genere e per esse le banche e gli intermediari finanziari non applicano costi nei riguardi dei clienti.
8-bis. Le disposizioni del presente articolo sono derogabili solo in senso piu' favorevole al mutuatario.""

Nessuna spesa, quindi, può essere addebitata al cliente. Indichiamo anche il link dove reperire il testo della convenzione di cui sopra (http://www.mef.gov.it/documenti/open.asp?idd=19247) e l'elenco delle banche aderenti (http://www.mef.gov.it/documenti/open.asp?idd=19655).

B)la rinegoziazione prevista dall'art. 8 comma 3 del decreto Bersani (d.l. 31.1.07 convertito dalla legge 2.4.07 n° 40) per tutte le tipologie di mutuo
""3. E' nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l'esercizio della facolta' di surrogazione di cui al comma 1. La nullita' del patto non comporta la nullita' del contratto.
Resta salva la possibilità del creditore originario e del debitore di pattuire la variazione, senza spese, delle condizioni del contratto di mutuo in essere, mediante scrittura privata anche non autenticata.""
Anche in questo caso, pertanto, non ci sono spese per il cliente.
Le sole spese che potrebbero ammettersi nonostante i divieti posti dalla disciplina richiamata, sono forse soltanto quelli per eventuali polizze assicurative da stipulare ex novo o da modificare in considerazione delle mutate condizioni di mutuo (si pensi ad esempio ad un allungamento della durata).
Nel caso da Lei segnalato non è dato comprendere se la banca sia rimasta la stessa o se sia mutata; in ogni caso non si comprende per quale motivo non sia stata mantenuta e/o modificata la precedente polizza anzichè stipularne una nuova. Se la banca è rimasta la stessa ne era informata e quindi male ha fatto a chiedere una nuova polizza; se è mutata potrebbe non esser stata informata ed in questo caso la responsabilità potrebbe ricadere su chi ha omesso tale comunicazione. Nel primo caso potrebbe ravvisarsi responsabilità della banca alla quale richiedere, pertanto, il rimborso del costo della nuova polizza e/o il suo annullamento; nel secondo caso si potrebbe tentare comunque di annullare o modificare le condizioni ed il premio della seconda polizza in considerazione dell'esistenza di altra polizza a coperturea degli stessi rischi.
La informiamo, infine, che, laddove interessato, il nostro servizio di consulenza giuridica, riservato ai soci, potrà seguire la pratica per sollecitare una soluzione amichevole. Se lo riterrà opportuno potrà contattare la nostra sede di Torino per conoscere termini e modalità dell'adesione all'associazione.
Cordiali saluti.
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