FORUM CODACONS PIEMONTE

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Causa ospedale?

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Causa ospedale?

Messaggioda mari99 » gio 6 mag 2010, 7:03

Cercherò di raccontare brevemente cosa è successo..
Il mio compagno, malato di linfoma di hodking da 6 anni, a febbraio aveva finito l'ultima chemioterapia. Fogli dell'ospedale dichiarano che stava bene e non c'erano rumori nei polmoni (5/02/2010).
Successivamente, debole per le terapie subite, gli è venuta la tosse..sempre di più, fino al martedì 02/03/2010 quando siamo andati in ospedale per fare un torace.
Fatto il torace, il medico ci dice che c'è una polmonite e quindi deve essere ricoverato (non essendoci posto nel reparto che lo seguiva a 100 km da casa, ci consigliano di fare il ricovero nella nostra città - tanto si tratta solo di una polmonite - per una questione logistica).
Quindi il 02/03 viene ricoverato con la richiesta dell'altro ospedale di iniziare la terapia antibiotica e fare una tac per valutare se effettivamente si tratta di polmonite o di ripresa di malattia. Entra in ospedale in grado di respirare autonomamente anche se con difficoltà, gli viene messo l'ossigeno con il tubicino nel naso, però di notte non riesce a dormire coricato per una pressione che sente sui polmoni.
In data 05/03/2010 su sollecito dell'altro ospedale viene richiesta la tac urgente che viene effettuata il lunedì 08/03/2010; sempre il lunedì c'è una visita di una pneumologa che "parla della possibilità di mettere il casco per aiutare il respiro" però poi non si fa più vedere.
L'ospedale dove è ricoverato per avere un parere decide di mandare la tac all'ospedale che ci seguiva (100 km di distanza...la tac è arrivata il venerdì 12/03/2010).
Intanto lui non migliora, anzi ha bisogno della mascherina per l'ossigeno, non riuscendo a dormire sdraiato dorme seduto sul letto (per 9 giorni) gli gonfiano le gambe; visto che gli antibiotici per portano alcun miglioramento, si pensa il problema di respiro possa essere legato all'autotrapianto di midollo fatto con la sorella, quindi si aumentano gli immunosoppressori e il cortisone (con altre conseguenze negative...glicemia e non potersi alzare dal letto per la debolezza alle gambe).
Giovedì 11/03/2010 visto che non migliora, ci viene detto che non sanno che cos'ha, potrebbe essere polmonite, graf oppure la malattia..quindi decidono di fare una broncoscopia il giorno successivo...intanto il primario gli prescrive mezza fiala di morfina per attenuare il peso del respiro...da lì inizia almeno a dormire leggermente sdraiato. Passa l'infettologa che prescrive una variazione nell'antibiotico..
Venerdì 12/03/2010 andiamo a fare la broncoscopia, purtroppo non si riesce a farla perchè respira troppo male; a quel punto parliamo di nuovo con il pneumologo della possibilità di mettere "il casco"....mezz'ora dopo essere tornati in camera arriva "il casco".
Sabato 13/03/2010 arrivo in ospedale alle 13 parlo con un dottore per sapere la "situazione", mi viene detto che non mi devo preoccupare, ci sono problemi di respirazione ma tutto è sotto controllo, la morfina serve unicamente per il peso polmonare (non è un malato terminale come la morfina di solito fa pensare...) e non è un malato che ha bisogno di assistenza...
Alle 13,30 il mio compagno mi chiede di essere aiutato a mettersi seduto sul letto, ma fa molta fatica a respirare; chiamo il dottore che ci comunica che per prassi stanno arrivando i rianimatori e, non ci dobbiamo preoccupare, lo porteranno in rianimazione per attaccarlo al una macchina per respirare (due tre giorni) in modo da poter poi effettuare la broncoscopia la settimana successiva.
Alle 14 arrivano i rianimatori, chiacchieriamo un attimo, ci spiegano la procedura e scendiamo "tranquillamente" a fare il tutto; prima di andare via il mio compagno dice di nuovo di non riuscire a respirare e il dott. risponde "Sig. ..... è solo una sua impressione".
Alle 14,30 entra in rianimazione; io rimango fuori con un infermiera che passa tre quarti d'ora a raccontarmi come è bella la rianimazione, medico e infermiera personale, poi il mio compagno non sta male, per cui potrò vederlo anche più della mezz'ora concessa agli altri malati..quindi non mi devo preoccupare..
Alle 15,20 il dottore della rianimazione mi chiama dentro una stanza..."lo stavamo intubando..ma il suo cuore sta' cedendo"..non mi dovevo preoccupare ma il mondo sta' crollando..sono sola...chiamo i suoi genitori...è deceduto alle 15,35...
Aveva 39 anni...a me sembra....viste le parole "non ti preoccupare"...che hanno sottovalutato la cosa..le tempistiche...lo so che era immunosoppresso...però non si può morire di polmonite dopo aver curato la malattia..
Successivamente ho parlato con un medico..mi ha detto "per noi è un fallimento"...forse se avessimo fatto la broncoscopia prima, se...
Senza contare che il giovedì 11/03/2010 dall'altro ospedale qualcuno...aveva parlato di malato terminale..
Adesso ho richiesto copia delle cartelle ...e dell'autopsia (la causa della morte comunque è POLMONITE..."purtroppo" niente malattia...quindi forse si poteva evitare...)
Ho un figlio di 4 anni..per lui è giusto che faccia una causa all'ospedale per malasanità?
Grazie
mari99
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Re: Causa ospedale?

Messaggioda pantera rosa » lun 10 mag 2010, 10:22

Gentile signora,
l'operato dei sanitari richiede necesariamente una valutaizone medico-legale.
E' in sostanza necessario che l'eventuale negligenza dei medici, anche in termini della ipotizzata sottovalutazione dei sintomi e delle difficoltà respiratorie del paziente sia esaminata e valutata da un medico legale.
Solo in seguito, si potranno valutare azioni di responsabilità del personale sanitario e/o della struttura .
Se ritiene, il nostro servizio di consulenza legale, potrà darle ulteriori indicazioni in merito, previo appuntamento ed un colloquio informativo nei locali della nostra sede in Torino, corso Matteotti, 57.
Il servizio è gratuito.
La salutiamo cordialmente.
Avvocato Codacons Torino: C.so G. Matteotti, 57 - 10121 - Tel. e Fax 0115069219

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Re: Causa ospedale?

Messaggioda Mafalda » mer 27 feb 2013, 17:26

Cara Mari99,
non sai come la tua storia sia molto simile alla mia!
La mia mamma è morta in ospedale nel nov. 2010 a soli 65 anni per infezione (è indicato sul certificato delle cause di morte).
Mi sto battendo disperatamente da quel giorno per dare una risposta alla sua domanda: perchè mi sta succedendo tutto questo?
Lei ormai non c'è più ma io non mollo. Qualcuno mi dovrà dare ragione. Finora ho sentito tre associazioni (tribunali del malato ecc.) che mi hanno sostanzialmente risposto questo: aveva un tumore del polmone in progressione di malattia, essendo immunodepressa non poteva non prendersi infezioni...ma io non voglio sentirmi dire questo! E' come dire che se avesse avuto 90 anni non poteva sopravvivere per l'età!
In ospedale ci si va per curarsi e non per morire!
Spero solo che da quando hai scritto il tuo post tu sia riuscita ad avere giustizia!
TI mando un caloroso abbraccio di conforto
Mafalda
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