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Causa per intervento chirurgico in laparo per appendicetomia

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Vioxx, Lipobay, risarcimento danni, indagini penali, class-action, ricerca e prevenzione, effetti collaterali e ‘bugiardini’

Causa per intervento chirurgico in laparo per appendicetomia

Messaggioda M.Gabriella Fasana » mer 5 ago 2009, 8:35

Nel giugno 20005 mia figlia Eleonora a seguito di un attacco di appendicite acuta contattò la Clinica Pinna Pintor (con la quale siamo in convenzione con la Caspie di Roma) per una visita con il primario di chirurgia prof. Donadio. Constatato che la ragazza era molto sofferente il medesimo consigliò un immediato interventto chiurugico in laparo per l'asportazione dell'appendice. Il 13 giugno Eleonora entrò in clinica per effettuare esami il giorno stesso vene operata. Al termine dell'intervento il chirurgo mi disse che si era prodotto un danno a livello ombelicale perchè un trocher aveva preso un vaso e quindi per suturare invece di un piccolo buchino avevano dovuto produrre una Y tutt'attorno l'ombelico. La mattina sucessiva il 14 giugno già con il foglio di dimissioni in mano, un santo lassù nel cielo, mi consigliò di trattenere la ragazza ancora per qualche ora in clinica...e così fu fatto! Nel pomeriggio di quello stesso 14 giugno Eleonora si sentì male e dopo varie ecografie, il chirurgo deicise di rientrare in sala operatoria perchè si era prodotta una emorragia. L'intervento in laparo non fu più possibile e per salvare mia figlia venne adottato non un intervento tradizionale ma bensì la ragazza venne aperta dall'ombelico al pube e la degenza in clinica fu di ben 11 giorni percgè intanto la perdita di sangue l'aveva ridotta con valore 8 di emoglobina da 15 con cui era stata ricoverata. Intanto venne richiesta alla Caspie una proroga alla degenza in clinica da parte dello stesso prof.Donadio sulla quale lui ben evidenzia che tale proroga è dovuta a complicanze dopo il primo intervento dovute all'estrazione di un trocher che aveva rotto una vena epigastrica. Quindi nel primo intervento non soltanto venne rotto il vaso a livello ombelicale ma anche venne presa una vena epigastrica che fu quella che generò l'emorragia.Tramite amici avvocati di Roma - essendo l'assicurazione delle clinica e quella del professore in quella città - richiedermmo i danni in formula extragiudiziale e ci vennero offerti dopo 2 anni euro 10.000 che non accettammo. Proseguimmo poi qui a Torino con lo Studio Ambrosio e Commodo con una citazione alla clinica e al professore, cambiammo ben 3 medici legali con costi altissimi, vuoi perchè quello di Roma non volle patrocinarci su Torino, vuoi che il primo di Torino si rifiutò di mettersi conto quella controparte, e finalmente il terzo accettò da Pavia nella persona del prof.Buzzi.ormai sono passati altri 3 anni e purtroppo l'esito della CTU è negativo. Abbiamo avuto un'offeto di euro 2.500 in sorte capitale e a nostro carico le spese legali di euro 2.500. Il Giudice ha accettato per l'autunno una richiesta di chiamata a chiarimenti me sono sicura che la cosa non si evolverà a nostro favore. Mia figlia vale meno di un cagnolino e siamo molto contenti che almeno lei è viva. Purtroppo è rimasta ipocondriaca, timorosa di prendere peso per non peggiorare l'estetica della cicatrice..ora ha 26 anni e non so cosa succerà di quella pancia il giorno che vorrà diventare mamma!I soldi sono poca cosa ma vorremmo in po' di giustizia almeno il riconoscimento della grave negligenza da parte del prof. Donadio che voleva dimettere mia figlia senza neppure una ecografia di controllo dopo avere preso il vaso ombelicale. Se la mattina del 14 giugno 2005 lui avesse negligentement fatto eseguire quella ecografia avrebbe immediatamente visto che l'emorragia stava formandosi e l'intervento deturpatore non sarebbe avvenuto. Eleonora ha rischiato di morire...questo evidentemente qui a Torino non conta..contano i baroni e i collusi. Vorrei aiuto per capire come muovermi in autunno. Distinti saluti. M. G. Fasana Torino
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Re: Causa per intervento chirurgico in laparo per appendicetomia

Messaggioda pantera rosa » mer 9 set 2009, 14:03

Gentile Sig.ra,
a parte la nostra solidarietà per la sua tenacia non siamo in grado di offrirle un parere in merito alla scelta che dovrà effettuare.
Continuare nella sua battaglia giudiziaria o rinunciare alla sua domanda ed a quella di sua figlia dipendono dall'esito della perizia e dalle valutazioni tecnico-giuridiche del suo avvocato e del medico legale di parte.
Una perizia negativa può essere ribaltata in appello (qualora nonostante la richiesta a chiarimenti il Tribunale dovesse seguire le conclusioni del ctu) ma ovviamente ogni valutazione in merito è necessariamente di competenza di chi conosce le carte processuali.
Se lo riterrà opportuno potrà avere un colloquio con uno dei legali dell'associazione cui potrà sottoporre alcuni documenti della vicenda.
Con mille auguri.
Avvocato Codacons Torino: C.so G. Matteotti, 57 - 10121 - Tel. e Fax 0115069219

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