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Decesso dopo 3 arrivi in PS

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Decesso dopo 3 arrivi in PS

Messaggioda petrex » mer 7 ago 2013, 10:14

Buongiorno,

vi scrivo per segnalare una brutta vicenda vissuta settimana scorsa da mio padre, che ormai non c'è più.
Già da qualche tempo mio padre era in cura al reparto di oncologia alla Multimedica di Sesto San Giovanni, per Carcinoma prostatico.
Eseguiva fino al mese scorso regolari cicli di radioterapia per tenere a freno i valori del PSA, ultimamente gli era stato consigliato di passare alla chemioterapia ed aveva fino a settimana scorsa eseguito 2 sedute, ma già alla prima lamentava una fastidio allo stomaco che via via si faceva sempre più intenso, premetto che in esami precedenti il referto ha indicato che tutti gli altri organi erano in prefette condizioni.
Martedì 30 Luglio, alle 4 del mattino mio padre venne trasportato in ospedale per forti dolori all'addome, venne visitato e venne diagnosticata una infezione che sarebbe passata con un semplice ciclo antibiotico, trattennero mio padre al pronto soccorso fino alle 11 del mattino, poi mi dissero di riportarlo a casa in quanto nella struttura ospedaliera non vi erano posti letto, ma nonostante tutto mio padre continuava ad avere dolori lancinanti.
Premetto che mio padre da qualche tempo portava un collare per una lesione ossea all'altezza delle vertebre e per me sarebbe stato difficoltoso trasportarlo con la mia auto a casa, ma l'ospedale non volle sentir ragioni, nonostante l'infezione gli diedero le dimissioni.
Con molta fatica caricai mio padre in auto e con l'aiuto di mio fratello lo portai a casa e lo adagiai sul letto, ma i dolori si facevano sempre più intensi quindi fummo costretti alle 19 a riportarlo al pronto soccorso (sempre della Multimedica in quanto anche le altre strutture ospedaliere davano il loro KO per mancanza di posti), appena arrivammo gli fecero nuovamente gli esami del sangue (già eseguiti anche al primo arrivo) e una tac all'addome, dove scoprirono che aveva una subocclusione rettale, decisero di fargli un lavaggio intestinale e lo liberarono, ma non si preoccuparono minimamente di verificare gli esami del sangue che loro stessi avevano richiesto, infatti, tra il primo arrivo al pronto soccorso e il secondo il valore della creatinina passò da 0.8 a 2.0 il quale indicava che nel giro di poche ore si era venuta a creare una grave insufficienza renale, ma la risposta del PS fu quella di considerare il loro operato come un capolavoro ben riuscito e quindi mio padre poteva nuovamente tornare a lamentarsi presso la sua abitazione.
A quel punto io e mio fratello ci rifiutammo di riportarlo a casa (visto anche il rischio delle lesioni vertebrali), ma l'ospedale mi disse che non c'era problema e avrebbero (a spese nostre) chiamato un ambulanza che lo avrebbe riportato a casa e così fu, pagammo 70 euro e mio padre alle 4 del mattino del 31 Luglio venne nuovamente riportato a casa, ma la sua permanenza durò qualche ora, verso le 7:00 del mattino mio padre stava peggio.
Richiamammo il 118 che lo riportò per la terza volta alla multimedica e venne ricoverato dopo 5 minuti dal suo arrivo (7:30).
Alle 11:30 del mattina venne l'oncologo per la visita, mi disse che l'antibiotico stava facendo il suo effetto, avrebbero alimentato e idratato mio padre a modo e dopo qualche giorno si sarebbe ripreso, ma verso le 15:00 del pomeriggio (circa 3 ore dopo) il primario di oncologia, mi comunicò che il quadro clinico si era completamente ribaltato che la creatinina era balzata a 3 e che si era venuta a creare una grave insufficienza renale (cosa che a mio avviso già esisteva al secondo arrivo in ps e che loro non hanno valutato).
Alle 22:10 mio padre è deceduto e mentre il medico oncologo (che l'aveva visitato in mattinata) confermava il decesso, gli chiesi come mai mio padre fu mandato a casa al sui secondo arrivo in ps viste le pessime condizioni, la sua risposta mi sorprese, sembrava un rimpallo di responsabilità, mi disse le testuali parole:
"Ho visto suo padre e dopo averlo visitato in ps ho dato disposizioni di ricoverarlo, poi ho smontato di turno, quando sono tornato in ospedale al mattino l'ho rivisto al ps, ma non ero al corrente che l'avessero dimesso non erano mie disposizioni, infatti quando l'ho visto quì ho dato disposizione di ricoverarlo con codice giallo".
Ma i miei interrogativi sono tanti, come mail al suo secondo arrivo con una creatinina di valore 2.0 (valore che diventa critivo già a 1.2), non è stato minimamente valutata l'insufficienza renale, mentre durante il ricovero me l'hanno riferito quando ormai era a 3.
Non è stata ipotizzata nessuna dialisi, non è stato ingaggiato nessun nefrologo, completamente ignorata questa vistosissima condizione renale e pensare che per puro caso gli esami del sangue (documentazione interna al ps) mi sono stati consegnati tutti, quindi anche in attesa della cartella clinica ho una evidenza anche nelle documentazioni che errore/dolo c'è stato e che mio padre per questo ci ha rimesso le penne.
petrex
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